Indice

Bitcoin come funziona

Introduzione al Bitcoin

Al contrario del dollaro, il valore di un Bitcoin è invece basato sul concetto di domanda e offerta. Quindi non vi sono politiche monetarie – almeno fino ad ora.

Utilizza come avevamo spiegato prima una tecnologia Blockchain per documentare ed archiviare tutti i dati, che così diventano indelebili. Una volta che una transazione diventa un blocco della blockchain, non può più essere cancellata.

O meglio può essere cancellata, ma cancellando tutti i blocchi che erano stati creati prima. In pratica molto difficile se non impossibile.

Il Bitcoin non usa il sistema bancario, che funge da intermediario tra buyer e seller. Al contrario, usa un peer to peer network.

La transazione prima di poter entrare nella blockchain deve essere ratificata dai nodi (computer). Viene poi assemblata dai miners tramite un processo chiamato mining. Quindi un network di nodi ha il compito di confermare, verificare e poi i miners inseriscono cronologicamente la nuova transazione (che diventerà un blocco) nel Blockchain. Per capire meglio questo processo, l’hashing, timestamping leggete il White Paper sul Bitcoin.

Quali sono le caratteristiche che contraddistinguono Bitcoin?

Il Bitcoin è simile al Dollaro o l’Euro, perché come ogni valuta può essere usata per effettuare pagamenti e come ogni valuta può essere convertita in diverse valute.
Nonostante ciò è differente da una valuta FIAT per i seguenti motivi:

Decentralizzazione. Come dicevano prima, segue un sistema decentralizzato. No vi è un’istituzione centrale che controlla il network. Il sistema è sostenuto da un gruppo di volontari, in un network open source di computer dedicati, sparsi in giro per il mondo.

Aggira il problema della doppia spesa. La doppia spesa è una truffa che consiste nello spendere lo stesso titolo valutario più di una volta. Vi sono due modi per prevenire questo problema uno centralizzato e uno decentralizzato. Nel sistema attuale quello delle banche centrali, questo problema viene risolto utilizzando una terza parte che verifichi come viene speso il titolo valutario. Nel sistema Bitcoin, quello decentralizzato, viene usato un protocollo crittografico e un incentivo economico. Questo sistema viene anche chiamato proof of work. Invece che passare da un’entità terza (il sistema bancario oggi), le transazioni sono registrate sulla blockchain, che non è altro che un sistema di contabilità pubblica. Quindi nel Bitcoin al contrario che nelle FIAT currencies l’integrità del sistema è nelle mani di una distributed open network.

Numero limitato di Bitcoin. Nel sistema attuale le banche centrali possono stampare dollari o euro illimitatamente. Questo è un problema per i possessori di queste valute, perché durante queste operazioni monetarie espansive, la moneta di svaluta. Questo è diverso nel caso di Bitcoin. Vi sono solo 21 Milioni di Bitcoin, l’85% sono stati emessi o trovati dai miners. Una volta che tutti i 21 Milioni sono stati emessi, Bitcoin diventerà molto più attrattivo come asset. In teoria se la sua domanda continua a crescere e la sua offerta rimane costante, il suo valore dovrebbe incrementare.

Anonimo. Nel sistema vigente, per inviare un pagamento tramite il sistema bancario, ogni cliente deve passare per quello che chiamano il KYC (Know Your Customer). Deve essere approvato dal dipartimento del compliance. Se per qualche motivo il nostro nome è sanzionato su una qualsiasi lista come l’OFAC (Office of Foreign Asset Control), ci viene proibito l’uso del sistema bancario. Nel sistema Bitcoin, regna un semi anonimato, siccome non vi è un intermediario, gli utenti non devono identificarsi tra di loro quando trasferiscono un Bitcoin. Quando la richiesta viene inviata, come abbiamo spiegato prima vi è un sistema per verificare e validare la richiesta. Questo sistema controlla le transazioni precedenti per confermare che l’user ha i Bitcoin e l’autorità necessari per onorare la transazione. Nel caso degli exchanges, devono implementare identity check, che può essere un modo per sapere chi c’è dietro un Bitcoin. Ma in generale lo user è identificato in base al Bitcoin.

Immutabilità. Le transazioni di Bitcoin non possono essere invertite o cancellate. Le transazioni FIAT invece si. Il motivo è semplice, non essendoci un intermediario una volta che la transazione è sul network è impossibile cancellarla. Questo vuol dire che le transazioni non possono essere corrotte.

Il Bitcoin è divisibile. L’unità di Bitcoin più piccola si chiama satoshi. Bitcoin/Satoshi è 1/0.000000001. Questo consente micro transazioni che non sono possibili nel sistema tradizionale.

Il Processo di Mining e l’Halving

Ora cerchiamo di capire il processo di mining, fondamentale per il sistema delle criptovalute. I miners, come dicevamo prima, servono come sistema di sicurezza e per confermare le transazioni.

Questo processo è effettuato da computer specializzati (miners), che tramite algoritmi creano e mettono insieme i nuovi blocchi a quelli esistenti. Per questo servizio, i miners ricevono nuovi Bitcoin e una transaction fee.

I nuovi coins possono essere trovati circa ogni 10 minuti. Nel 2009, i miners avevano il potenziale di trovare 50 coins ogni dieci minuti. Oggi 12,5 ogni dieci minuti.

Il totale di Bitcoin che possono essere trovati è però fisso a 21 milioni e dovremmo arrivarci nel 2140. Perché è diminuita la quantità di Bitcoin che possiamo trovare ogni 10 minuti? Perché ogni 210,000 blocchi o ogni 4 anni vi è un processo chiamato halving, che diminuisce la crescita di produzione di Bitcoin. L’ultimo halving è stato il 12 Maggio 2020, a quel punto i miners potranno trovare non più 12,5 Bitcoin ogni 10 minuti ma 6,25.

Questa è pura domanda e offerta. In teoria se diminuiamo la produzione, ma la domanda resta la stessa, vi dovrebbe essere un aumento del prezzo per Bitcoin – questo è quello che è successo nei precedenti halving.

Il Bitcoin non funziona come un valuta FIAT

Un’altra cosa che contraddistingue Bitcoin dalle FIAT currencies è questo grafico qui sotto. Come potete vedere, la linea arancione è il tasso d’inflazione di Bitcoin. Più Bitcoin vengono emessi e più il loro valore aumenta. Il contrario di ciò che succede con le FIAT, che perdono valore quando le banche centrali svolgono politiche monetarie espansive.

Quali sono i rischi di Bitcoin?

Come tutto, anche Bitcoin ha i propri rischi. Innanzitutto è un asset relativamente nuovo. La crisi del 2020 è la prima crisi che questo asset ha affrontato. E finché un asset non affronta una crisi non può essere tale. Tutti hanno osservato come l’asset si comporta. In questo grafico abbiamo comparato Bitcoin all’oro, la S&P500 e la Tesoreria americana a 20 anni.
Esistono altri rischi del Bitcoin e del mondo Crypto:

• Il rischio che i governi lo rendano illegale e perseguitando i developers
• Rischio che un virus distrugga il software
• Rischio hackers
• Un attacco dai miners
• Rischio Bitcoin futures, manipolazione del mercato da parte dei governi
• Rischio che un Bitcoin gestito dai governi rimpiazzi Bitcoin
• Senza un’infrastruttura legale può sopravvivere?

Le caratteristiche da Asset del Bitcoin

Bitcoin ha poco più di dieci anni di vita. La crisi del 2020 è stata la sua prima crisi. Da investitori per capire un asset, dobbiamo guardare ad indicatori.

Per Bitcoin grazie a Plan B ne abbiamo individuati alcuni.

Lo Sharpe Ratio del Bitcoin

Da investitore, vi sono alcune caratteristiche di questo asset che ci fanno sperare bene. Vediamo quali sono.

Sharpe Ratio: viene usato per capire il ritorno di un asset rispetto al rischio che stiamo prendendo. Se investo in oro ho un rischio diverso dall’investire in azioni.

Le azioni sono più rischiose, più volatili ma storicamente ci danno maggiori ritorni. Per calcolare lo Sharpe, sottraiamo ai nostri ritorni il risk free rate (risk free rate è il ritorno che ci dà l’obbligazione di stato americana dopo l’inflazione) e lo dividiamo per la standard deviation del ritorno in eccesso del nostro portafoglio.

Per capire lo Sharpe ratio, un investitore deve prendere un risk free asset come il Treasury US e compararla con il rischio di mantenere un asset più rischioso che potenzialmente ci dà ritorni più alti.

Nel contesto del nostro portafoglio, per diversificare, il nostro obiettivo è quello di mettere insieme un gruppo di asset che hanno poca o nessuna correlazione tra di loro.

Uno dei motivi per i quali non dovremmo mai (o quasi mai) mettere tutti i nostri risparmi in un solo asset è che stiamo prendendo troppi rischi. In quei casi il nostro portafoglio avrà uno Sharpe ratio molto basso.

Nel primo grafico possiamo vedere lo Sharpe Ratio di Bitcoin rispetto ad altri asset. Nel secondo, preso da Plan B, possiamo vedere come Bitcoin sia un asset (fino ad ora) non correlato, o quasi.

Lo Stock to Flow di Plan B

L’ultimo concetto che ci fa credere nel Bitcoin è anche quello che ci piace di più: il concetto di Stock to Flow. Bitcoin, come l’oro, è raro, e come ci ha dimostrato Plan B, questa sua qualità ha un valore.

Saifedean Ammous, quando parla dell’oro, ci mostra perché esso è diverso dalle altre materie prime. La produzione di oro non può mai essere tanta da condizionare il suo prezzo. Oppure, la nuova produzione di oro non è in grado di condizionare il prezzo dell’oro.

La riserva di oro presente a terra (riserva intesa come l’oro già estratto dalle miniere), è notevolmente maggiore rispetto alla produzione. Ecco perché l’oro ha una bassa elasticità di prezzo.

Stock to Flow: Stock (Riserva/Produzione)

Ecco lo stock to flow di diverse materie prime. Come potete vedere l’oro regna incontrastato, perché ci vorrebbero 62 anni di produzione per arrivare alla riserva attuale di oro.

Nel platino per esempio ce ne vogliono solo 0,4 anni. Bitcoin al momento ha uno Stock to Flow di 25, che lo piazza tra l’oro e l’argento.

Il Bitcoin Evolution

Nel suo ultimo articolo su Medium, Plan B ci mostra le varie fasi dell’evoluzione di Bitcoin. È passato da un semplice concetto delineato nel White Paper fino a diventare un asset. Vediamo quali sono state le fasi più importanti che ha delineato Plan B:

“Proof of concept” – dopo il White Paper
“Payments” – dopo la parità con il dollaro americano (1 BTC = $1USD)
“E-Gold” – dopo il primo halving, ha raggiunto la parità con l’oro (1 BTC = 1 ounce of gold)
“Financial asset” – è diventato un asset finanziario dopo il secondo halving ($1Miliardo di transazioni in un giorno, chiarità legale in Giappone e Australia. Viene creato un futures markets al CME e Bakkt.

Come puoi investire in Bitcoin? Il Bitcoin Wallet

Essendo una valuta digitale, Bitcoin non esiste fisicamente come un valuta FIAT. Quello che deve essere conservato sono le private keys che poi ti serviranno per accedere agli indirizzi pubblici e per firmare le transazioni.
Vi sono diversi tipi di wallets, vediamo quali sono:

Paper Wallets: come Bit Address, sono codici QR, e possono essere scannerizzati per effettuare una transazione
Bitcoin Fisici: assomigliano a delle carte di credito. Un esempio è BitBill
Bitcoin Mobile: mobile BTC wallet è un app sul tuo smartphone. Freewallet è un esempio
Web wallets: le tue private keys sono su un server che è costantemente online e controllato da un intermediario. Coinbase è un esempio
Desktop: viene scaricato e installato sul tuo computer. Un esempio è Electrum
Hardware: in questo caso la private key viene scaricata su hardware. Un esempio è Trezor
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